OneSwarm: una risposta a Sarkozy?
di - Venerdì 4 Dicembre 2009 alle 12:50
Se, in vari paesi, la politica sembra avere deciso di arginare il fenomeno del file sharing venendo incontro alle richieste dell’industria dello spettacolo, il mondo del P2P continua imperterrito a sfornare nuove insidie. Ad esempio, tutti gli internauti preoccupati dall’invasione della privacy promessa dalla famigerata dottrina Sarkozy potrebbero trovare in OneSwarm la soluzione ai loro problemi.
Si tratta di un programma sviluppato di recente da un gruppo di ricerca dell’Università di Washington con l’intento di unire, finalmente, la sicurezza delle darknet alla semplicità di utilizzo e le prestazioni di software più comuni come BitTorrent.
OneSwarm, disponibile sia per Windows, sia per OS X, sia per i sistemi GNU/Linux, è sviluppato a partire da Azureus ed è rilasciato con licenza GPL. Fra le opzioni di sicurezza che questo software offre, abbiamo soprattutto la possibilità di categorizzare ogni file condiviso come:
- pubblico;
- con permesso;
- privo di attribuzione.
Nel primo caso, il trasferimento è “in chiaro”, mentre nel secondo i file sono accessibili solo da utenti riconosciuti come sicuri dal mittente. La terza possibilità consiste in una condivisione offuscata, che nasconde sia il mittente che il ricevente. Inoltre, pare garantita una perfetta compatibilità con BitTorrent.
Per maggiori dati tecnici vi rimandiamo a questo documento, redatto dagli stessi sviluppatori, ricordando, a scanso di equivoci, che qualsiasi promessa di sicurezza resta valida solo fino a prova di bug.
Certamente, di OneSwarm si parla già da un po’ in rete, ma forse la brutta aria che tira di questi tempi aiuterà la sua diffusione. Ad ogni modo, l’impressione data, dopo l’installazione su un sistema GNU/Linux, è stata quella di un software sicuramente molto più facile da usare di sistemi come Freenet, ma ancora un po’ carente in usabilità rispetto a BitTorrent o LimeWire. Le premesse, però, sembrano ottime. Ora sta al Web decretarne l’eventuale successo e alla politica di trovare nuove contromisure.

i francesi non ci avranno mai!
di Claudio Manetta - 04 Dicembre 2009 - 18:02
Interessante, le premesse sembrano buone. È da provare!
di CarlGustav - 04 Dicembre 2009 - 18:12
Interessante che si sviluppano progetti del genere, gli autori devono sicuramente ricevere compensi per le loro opere visto che impiegano il loro tempo per realizzarle. Però il file sharing aiuta a portare la cultura a chiunque, non sono andati sul lastrico con qualche file scambiato ne le case discografiche ne gli autori. Anzi, lo devono al p2p il loro successo!
di Luca - 04 Dicembre 2009 - 18:17
Ottima segnalazione. Tuttavia rimango sempre dell’opinione che il p2p come lo intende il 90% delle persone non morirà e di sicuro non passerà a questo tipo di software… oppure troverà modi per abusarne ugualmente.
Carlo
di Carlo - 04 Dicembre 2009 - 19:49
è interessante notare come gruppi di ricerca si mettano in moto per garantirci una libertà di cultura… il problema reale è che, per quanto semplici da utilizzare possano essere questi programmi, è già una bella avventura poter venire a conoscenza della loro esistenza…
di antonella - 04 Dicembre 2009 - 20:06
Ha ragione Luca
di MARIA - 05 Dicembre 2009 - 16:13
Mhh… e proviamolo và. Anche se ultimamente mi dicono si scarichi molto da bot su IRC… [i windowsiani dicono: “con mIrc” (che è solo un client chiaramente)]
di theinfiltrated - 05 Dicembre 2009 - 16:37
le connessioni offuscate esistono da anni anche su Emule ma non su BitTorrent perché su BitTorrent si voleva seguire uno “standard” mancante di tale opzione. La necessità aguzza l’ingegno anzi in questo caso nuovi standard!
Ciao
di ziomaul - 07 Dicembre 2009 - 20:25
Hallelujah!
Sembra interrassante la provo subito e vi faccio sapere i miei risultati.
di tamigigi - 14 Dicembre 2009 - 13:19