CSpace: la chat P2P sicura
di - Giovedì 24 Dicembre 2009 alle 13:03
Al contrario di quanto suggerisca il senso comune, il P2P non è semplicemente un universo dedito allo scambio illegale di file protetti da copyright. Le stesse tecnologie possono essere usate anche per altri scopi, come ad esempio, una chat criptata. Stiamo parlando di CSpace, un software graficamente molto simile a Gajim, uno dei client principali di Jabber, ma integrato su una piattaforma interamente P2P.
Il funzionamento è semplice, quanto sicuro: gli utenti sono identificati in rete soltanto da una chiave numerica, anche se localmente possono comparire anche dei nomi; ogni dato è criptato tramite OpenSSL e la connessione avviene, per l’appunto, senza passare per server, ma tramite peer to peer, da utente a utente.
Il software, rilasciato sotto GPL, è disponibile sia per Windows che per i sistemi GNU/Linux.
Certamente il numero di funzioni attive non mancherà di deludere gli utenti di altre piattaforme chat: CSpace permette soltanto una chat testuale, un trasferimento dati e un sistema di controllo remoto, basato su VNC. La difesa della privacy che però assicura lo rende un programma interessante e vitale in quei paesi dove non vengono rispettati i diritti civili, politici e informatici, e per tutti quegli utenti che vogliono assicurarsi di non essere letti da terzi. Un ultima curiosità, il protocollo di connessione P2P è sviluppato a partire da Kademilia.

Chat “crittata”, non “criptata”!
di Danilo - 25 Dicembre 2009 - 11:28
E’ bello sapere che c’è la possibilità di comunicare senza il controlo di autorità pronti alla censura.
di MARIA - 25 Dicembre 2009 - 17:06
Molto interessante per due punti:
1. Criptato (pochissime persone chattano in maniera criptata al giorno d’oggi, tutti i server possono leggere quello che diciamo ai nostri contatti)
2. p2p (non dobbiamo dipendere dalle major per poter chattare!)
di Luca - 27 Dicembre 2009 - 23:21
P.S.
credo proprio che in italiano si possano usare indifferentemente sia “criptare”, sia “crittare”. Certo però che il dizionario di firefox mi riconosce il primo termine e non il secondo…
di Guido Grassadonio - 31 Dicembre 2009 - 10:33