Tribler: un BitTorrent finalmente decentralizzato

Tribler Logo

Dopo aver introdotto Miro, oggi parliamo di Tribler un software BitTorrent che sta provando a rivoluzionare gli standard del P2P. Normalmente un client BitTorrent prevede che la ricerca del file torrent avvenga tramite motore di ricerca sul Web. Il passaggio attraverso siti Internet sappiamo, però, essere uno dei punti deboli del sistema: ne servono attivi sempre di nuovi per far fronte a quelli chiusi dalle autorità. Al contrario, Tribler possiede un suo motore di ricerca interno che si appoggia, come in altri sistemi P2P, direttamente sui file che ogni utente decide di condividere.

Oltre a questa innovazione, Tribler insiste moltissimo sulla cooperazione fra utenti. Fondamentale nell’uso di questo programma, risulta essere la possibilità di scegliere degli degli utenti amici che, oltre ad offrire i loro file in “corsia preferenziale”, possono all’occorrenza prestare un po’ di banda nel download.

Il come è ben spiegato in questa guida all’utilizzo:

I Peer di un gruppo sociale che decidono di partecipare ad un download cooperativo assumono uno dei due ruoli: sono o collezionisti (collectors) o aiutanti (helpers). […] Sia il collezionista che gli aiutanti cominciano a scaricare il file usando il protocollo BitTorrent e usando le estensioni per un download cooperativo. Prima di cominciare un download, un aiutante chiede al collezionista quale chunk deve ancora scaricare. Dopo aver scaricato un chunk, l’helper lo invia al collezionista senza chiedergli nulla in cambio. Oltre a ricevere chunk dai suoi aiutanti, il collezionista ottimizza la sua performance di download selezionando dinamicamente la migliore fonte di dati disponibile dall’insieme di aiutanti e altri peer sulla rete BitTorrent. Gli aiutanti danno priorità al collezionista e perciò vengono preferiti come fonti di dati.

A queste caratteristiche, di certo innovative, si sommano un video player integrato, compatibile con il video streaming, e un grafica semplice e intuitiva. Inoltre, gli sviluppatori di questo progetto open source, assicurano che si tratti software privo di spyware.

L’obiettivo è quello di creare:

un network P2P totalmente decentralizzato, disponibile per qualsiasi utente di ogni parte del mondo.

La “prova su strada” ha dato, finora, però risultati altalenanti. Relativamente facile da installare su Ubuntu, pecca in ricchezza di contenuti: problema tipico dei progetti non ancora sufficientemente diffusi. Ad ogni modo, pur senza avviare nessun Download Booster la velocità di scaricamento ha toccato punte interessanti di 300 KB per un singolo file. Le prospettive, insomma, sembrano ottime, sperando soltanto che si diffonda al più presto.

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Commenti

  1. [1]

    bello!

  2. [2]

    Si però non puoi mettere in condivisione ciò che già hai ma solo quello che scarichi successivamente alla sua installazione. E’ molto veloce ma non consente di sharare la tua libreria già esistente.
    ciao.

  3. [3]

    @Paolo
    non sono sicuro, perché al momento non ho il tempo necessario a testarlo a dovere. Di fatto per “sharare” credo, però, che ci sia un processo simile a quello di altri sistemi torrent, certamente meno intuitivo di quello *Mule, ma praticamente possibili.

  4. [4]

    Purtroppo è così….
    Ho esaminato il programma in tutte le sue sezioni e non ho trovato nessun modo per poter mettere in condivisione la libreria già esistente.
    Ciò che invece scarichi rimane in condivisione.
    Questo accade anche con altri programmi BT, se ci pensi, con Mtorrent non puoi condividere una libreria già esistente come si fà con Ares o DC++. Dovresti creareun torrent per ogni file e pubblicarlo ma mi sembra piuttosto laborioso, specialmente se si ha una libreria piuttosto nutrita.
    Cmq, se tu riesci mi raccomando fammelo sapere.
    Ciao.

  5. [5]

    è un po’ il sunto di quanto volevo esprimere con il precedente commento..

    Tribler è un sistema basato su BitTorrent, dunque il processo per condividere un file presente nel proprio hard disk è un po’ più laborioso che in programmi come eMule o Limewire. Ciononostante, il fatto di non condividere direttamente parti del proprio hard disk aumenta la sicurezza media del software in questione. Dunque si tratta di scegliere tra un’opzione comoda ed una un po’ più sicura… anche se, e tu stesso in un altro post lo hai confermato, esistono sistemi eMule like con ottimi sistemi di criptaggio dati che azzerano,quasi, i rischi.
    Ciao

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