Archivio categoria 'Rumor'

Fapav VS Telecom: sbarca in Italia la contesa fra provider e associazioni antipirateria

Fapav

Anche in Italia è partita la richiesta di monitorare i dati degli utenti Internet, alla caccia dei pirati informatici.

Se in Inghilterra gli ISP sono al centro di una polemica quasi interminabile, di cui abbiamo più volte parlato, è recentissima la notizia che la Fapav, la Federazione Anti Pirateria Audiovisiva, abbia chiesto al Tribunale di Roma di imporre a Telecom Italia numerosi provvedimenti.

Tra essi spicca, appunto, il monitoraggio dei dati, ma non manca la richiesta di vietare l’accesso a siti notoriamente legati al P2P e di avere nel gestore un alleato in prima fila nella battaglia contro i pirati.

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Inghilterra: gli ISP si ribellano

Logo ISPA

Non si placa in Inghilterra il dibattito sulla nuova legislazione proposta, che dovrebbe intromettere anche nel Regno Unito il piano dei three-strikes.

L’ISPA, associazione degli ISP britannici, ha di recente ribadito il suo secco “No” all’applicazione della dottrina Sarkozy, definendola economicamente poco vantaggiosa. Pur considerando illegale la condivisione di file protetti da copyright, l’associazione ritiene che un atteggiamento punitivo, costituito solo da bastonate prive della relativa carota, non faccia che scoraggiare una diversificazione e un’innovazione negli investimenti.

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Inizia l’era dell’embed video a pagamento?

Embed video da YouTube

Secondo Buma/Stemra, società olandese che tutela i diritti d’autore di artisti e produttori, inserire video musicali in streaming su blog e social network tramite le opzioni di incorporamento (embed) offerte da siti come YouTube, sarà pratica consentita soltanto previo pagamento, a partire da gennaio 2010.

Dando uno sguardo alle tariffe proposte dal programma Fair Play Music, non si tratta di costi di cui sarà facile farsi carico.

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Anche il P2P nel mirino del recente obbligo di rettifica?

censura

Negli ultimi tempi si parla spesso di libertà di espressione su Internet e delle norme che in Italia e in altri Stati Europei si cerca di introdurre per regolare commenti, testi e opinioni. Il controllo della rete sembra essere una priorità per il Parlamento, che ha posto la fiducia sul decreto sulle intercettazioni.

Il testo della legge introduce anche una norma ritenuta da molti pericolosa per la libertà di azione su Internet, che disciplina l’obbligo di rettifica anche per i siti Internet. In pratica i responsabili di un sito Internet hanno l’obbligo di effettuare correzioni a testi pubblicati, come accade per le testate cartacee, entro 48 ore dalla segnalazione, con le stesse metodologie di pubblicazione adottate per il testo originale.

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Il nuovo album degli U2 è già scaricabile, ma stavolta non per colpa dei pirati

No Line on the Horizon - cover

No Line on the Horizon“, il nuovo, attesissimo album degli U2, verrà ufficialmente rilasciato il 27 febbraio in Irlanda e il 3 marzo nel resto del mondo. “Ufficiosamente”, però, è disponibile dal 18 febbraio praticamente su ogni rete P2P.

Decisamente un colpo basso per Bono e soci, specie dopo l’anatema pronunciato in estate dal loro manager, secondo il quale gli ISP dovrebbero adoperarsi per far sì che agli autori di crimini informatici venga impedito l’accesso ad Internet.

Ma il gruppo irlandese e il suo “entourage” saranno ancor più sorpresi nel constatare che, una volta tanto, il “leaking” non è avvenuto su iniziativa di qualche solerte pirata, bensì per un errore (non si sa quanto in buona fede) di rispettabili e legalissimi negozi di musica online.

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Lo strano sondaggio della Apple

Apple TV

Qualche giorno fa è stato lanciato un sondaggio online fra i compratori della Apple TV, allo scopo di acquisire informazioni sulle abitudini e le preferenze degli utenti. Decisione legittima e persino necessaria, in un mondo in cui la capacità di captare i gusti del pubblico è la chiave del successo.

Quel che ha sorpreso, fra gli altri, Janko Roettgers di P2P Blog, è stata una domanda a prima vista del tutto innocente ma che, a giudicare dalla reazioni suscitate, è forse indicativa del modo in cui anche i giganti dell’informatica considerino ormai la “pirateria” (vera o presunta) come un’abitudine ormai ineliminabile.

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