Twitter ha recentemente rivelato l’esistenza di un torrent tracker privato che da anni ha la spiacevole abitudine di aggiungere dei backdoor nei propri script. Grazie a ciò, avrebbe carpito username e password e avrebbe avuto accesso agli account privati degli utenti di siti, forum e social network come lo stesso Twitter.
Torrentfreak, che ha riportato la notizia, si chiede però giustamente come mai non sia stato rivelato il nome di questo tracker privato. Non è certo la prima volta che qualcuno studia metodi per invadere la nostra privacy o rubare codici, ma una corretta informazione permetterebbe di limitare questi danni.
di
Marco Sicolo -
Martedì 17 Marzo 2009 alle 09:04
Problemi per chi utilizza The Pirate Bay: l’accesso ad alcune pagine del sito, in questi giorni, è decisamente problematico.
Arrivando al sito tramite Google o Firefox, infatti, ci si trova di fronte ad una schermata che avvisa l’utente circa una (non meglio definita) potenziale dannosità del sito.
Anche i malware si adattano ai tempi, o meglio alla “moda”. Quando poi si nascondono sotto le mentite spoglie di file relativi ad uno dei più popolari film del momento, ovvero la commedia musicale High School Musical, c’è solo da incrociare le dita. E così, mentre la mente vola già sulle note del terzo episodio della serie targata Disney, il computer soccombe sotto gli attacchi della backdoor VB.ADQ, del trojan Agent.KGR, dell’adware Koolbar e di altri minacciosi programmi che puntano pericolosamente ad ottenere le nostre informazioni personali archiviate nei meandri dei nostri hard disk.
Un avvertimento che giunge direttamente dal Gdata Security Labs: attenzione a scaricare patch, trucchi e crack dai circuiti peer to peer, si rischia di infettare il proprio sistema.
Infatti, molto spesso i cyber-criminali sfruttano la potenza del file sharing e l’ingenuità degli utenti per installare sui computer software dannoso, che delle volte può permettere addirittura di arrivare ad avere il controllo del PC infetto. Sto parlando dei così detti cavalli di Troia, che si presentino come software innocuo ma nascondono una brutta sorpresa per il sistema che lo ospita.
Secondo un sondaggio online, tradotto da Martin Williams, il numero degli utenti che utilizzano la tecnologia file sharing (condivisione di file), in Giappone, è aumentata del 180%.
L’indagine è stata effettuata da enti senza scopo di lucro come RIAJ (lo stesso negli USA si chiama RIAA) e MPAA ed ha evidenziato che, dal mese di Giugno 2006 al mese di Settembre 2007, il numero di utenti è salito dal 3,5 al 9,6%, con un incremento del numero di file per utente da 194 a 481, la maggioranza sono file audio seguiti da immagini e video. Ogni utente scarica la media di 43 immagini, 33 documenti e 14 software.