Miro: la TV democratica e peer to peer

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Una delle novità tecniche degli ultimi tempi sembra essere la fusione fra lo streaming e il P2P. Abbiamo parlato, nei giorni scorsi, delle innovazioni in casa µTorrent e della nascita di Stream Torrent. A conti fatti, però, non si tratta di nulla di nuovo: altri progetti offrono gli stessi servizi da molto più tempo.

Uno di questi software è il celebratissimo Miro. Sponsorizzato sia da Mozilla che da The Pirate Bay, nasce come evoluzione del progetto Democracy Player. Rilasciato con la liberissima licenza GPL, promuove contemporaneamente lo spirito della condivisione dei media, con quello hacker del software libero e open source.

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uTorrent introduce lo streaming

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La commistione tra il protocollo BitTorrent e i servizi in streaming si fa sempre più largo nel mercato degli applicativi dedicati al download di contenuti: l’ultimo esempio arriva da uTorrent, probabilmente il client BitTorrent più utilizzato dagli utenti della rete, almeno per piattaforma Windows.

Sulla scia dell’enorme successo dei portali di video streaming, i creatori di uTorrent hanno deciso di inserire nella nuova versione Beta questa funzionalità che permetterà, almeno per quei file ricchi di fonti, di goderne secondo la modalità “click and play”.

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Condivisioni otaku

anime

L’industria dell’intrattenimento in Giappone passa sicuramente, molto più che in occidente, per i canali dell’animazione e dei fumetti. La produzione di anime e manga ha proporzioni spaventose che difficilmente potrebbero essere immaginate nel nostro paese.

Sintomo di questa sproporzione è il fatto che gran parte delle opere restano, di fatto, non edite in Italia. In effetti, è difficile per un esterno soltanto ambientarsi nei numerosissimi sottogeneri manga.

Se il bel paese stenta a diventare un mercato appetibile per le tonnellate di produzioni nipponiche, al suo interno generazioni di otaku, affamate di tali sottoculture, richiedono a gran voce di poter fruire di questi prodotti.

È a questo punto che intervengono le potenzialità della rete. Se centinaia di cartoni animati non verranno mai trasmessi o commercializzati in Italia, perché non possono essere condivisi gratuitamente fra utenti?

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Put.io: storage provider in salsa BitTorrent

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Di servizi di remote storage, pensati per memorizzare i nostri file su un server remoto facendoci risparmiare anche diversi GigaByte di spazio sui nostri hard disk, ne vediamo nascere in continuazione, tanto che la Canonical ha addirittura deciso di inserirne uno nell’ultima distribuzione di Ubuntu.

Put.io, in questo mare di servizi, presenta delle caratteristiche davvero interessanti. Il progetto, fonde le caratteristiche di uno storage provider con quelle di un client BitTorrent, in grado di trasformarlo addirittura in un servizio di streaming privato.

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Stream Torrent: la TV via BitTorrent è tra noi

Stream Torrent

Le Web TV, ovvero i canali televisivi fruibili online, sono oramai una realtà consolidata da diversi anni nel mondo di Internet. Uno dei maggiori problemi che, da sempre, affligge questo tipo di servizio, è il limitato numero di utenti che possono accedervi contemporaneamente, causa saturazione dei server che non riescono a soddisfare tutte le innumerevoli richieste.

Una soluzione a questo problema viene concettualmente risolta dal software Stream Torrent.

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Lo streaming non è abbastanza remunerativo

Lady GaGa e Spotify

Lo streaming legale e gratuito si sta imponendo, da diverso tempo, come un’alternativa valida ai network di P2P. Servizi quali Spotify o Last.fm, i quali si autoalimentano tramite la pubblicità e le sottoscrizioni a pagamento, sono stati ormai accettati dalle major che, come prevedibile, hanno deciso di investire su questa nuova tendenza. Una recente polemica proprio su Spotify, tuttavia, sottolinea come lo streaming non sia abbastanza remunerativo, almeno per gli artisti.

Di poco tempo fa è lo sfogo del cantante svedese Magnus Uggla che, senza mezzi termini, ha portato alla ribalta gli inesistenti guadagni derivanti dall’utilizzo di Spotify:

Preferirei essere violentato da The Pirate Bay piuttosto che concedermi a Spotify.

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